
Si sente spesso parlare dei progetti di assistenza all'integrazione dei Paesi in fase di transizione e guardano all'adesione all'Unione Europea. La cosiddetta fase di pre-adesione è diventata una sorta di 'prodotto interno lordo' per tutti i Paesi europei che aiutano i nuovi candidati ad integrarsi, e dunque non solo per i beneficiari e i destinatari ultimi dei progetti. In un certo senso, l'integrazione europea è un'occasione di crescita economica ed arricchimento sociale reciproco. Di seguito riportiamo un caso di armonizzazione del sistema di istruzione dei Balcani, assistito da associazioni e ONG europee, ed in particolare italiane.

Si è tenuta a Spalato la prima sessione congiunta interministeriale tra il Governo della Croazia e il Consiglio dei Ministri della Bosnia Erzegovina, che ha visto il confronto delle due delegazioni guidate dal Premier Jadranka Kosor e dal suo omologo Nikola Spiric. Al termine dell'incontro, è stato siglato un accordo sulla cooperazione di polizia nella lotta alla criminalità transfrontaliera, da parte del Direttore del Dipartimento per l'Integrazione europea e le relazioni internazionali del Ministero degli Affari Interni croato, Filip Dragovic, e dal Vice Ministro della sicurezza bosniaco, Mijo Kresic. Inoltre è stato siglato un accordo di cooperazione tra i governi in materia di condivisione dell'informazione e della comunicazione elettronica firmato dal Ministro del Mare, Trasporti e delle Infrastrutture croato, Bozidar Kalmeta e dal Ministro dei Trasporti e delle Comunicazioni bosniaco, Rudo Vidovic.

La propaganda mediatica da tempo sta cercando di dipingere i Balcani come il punto debole dell'Europa, che restano pur sempre una interessante fonte da cui attingere per organizzare manovre di sabotaggio in altri Paesi. Vengono così alla luce le tracce delle relazioni tra Balcani (BIH), Turchia e Iran, che dovrebbero costituire una rete terroristica che si scaglia contro Israele. Da qui infatti il caso della ONG turca IHH di Insani Yardim Vakufi, tra gli organizzatori della flottiglia di aiuti umanitari diretta alla striscia di Gaza.

Dal suo crollo, il debito della Repubblica Federale Socialista della Jugoslavia è aumentato di circa cinque volte. Solo la Croazia, Slovenia, Serbia e Bosnia-Erzegovina hanno un debito di oltre 112 miliardi di euro. Continua così la logica dell'indebitamento, dietro la consulenza del FMI, che non si ferma in questa sua opera di creare la "società del debito". La crisi greca forse non ha insegnato nulla, visto che la Romania si trova sistematicamente di nuovo in questa situazione.

La compagine diplomatica della comunità internazionale in Bosnia Erzegovina verrà presto cambiata, a cominciare dal Vice Alto Rappresentante in Bosnia-Erzegovina Raffi Gregorian, che a settembre lascerà la Bosnia e sarà sostituito dall'attuale ambasciatore degli Stati Uniti in Montenegro, Roderick Moore. Allo stesso modo, l'Ambasciatore Charles English cederà il posto a Patrick Moon. La notizia viene riportata da Press RS, citando una fonte vicina all'Ufficio dell'OHR.

Sostegno al Dayton e cooperazione energetica, questi i punti toccati dal Consiglio per la cooperazione tra Republika Srpska e Serbia tenutosi nella giornata di martedì. Il Consiglio, composto da sei membri, quali i Presidenti della RS e della Serbia, i dirigenti dei gabinetti ed i primi ministri della RS e della Serbia, ha visto la partecipazione straordinaria dei rappresentanti dei due governi sino a 24 funzionari, che si sono confrontati su questioni di reciproco interesse . In particolare, hanno partecipato i Ministri serbi delle finanze, dell'industria mineraria ed energia, dell'istruzione e della salute, quali Diana Dragutinovic, Peter Skundric, Zarko Obradovic e Tomica Milosavljevic, così come diversi ministri della Repubblica Srpska. Il Consiglio di cooperazione è stato costituito sulla base dell'Accordo bilaterale per i rapporti speciali e paralleli tra RS e Serbia, composto dai presidenti ed i primi ministri della Republika Srpska e della Serbia. L'accordo sulla costituzione di speciali relazioni parallele tra RS e Serbia è stato firmato a Banja Luka il 26 Settembre del 2006.

Sarajevo - E' stato presentato venerdì a Sarajevo il programma “SEE.NET 2: una rete trans locale per la cooperazione tra Italia e Sud Est Europa”, la cui finalità è quella favorire il processo di integrazione nell’Unione Europea dei Paesi Balcanici. Un progetto che, stando alla nota riportata dal Comitato di Direzione del programma, ammonta a circa 11 milioni di euro, nell'arco del periodo che va dal 2009 al 2012, e che avrà accesso a quanto pare a fondi comunitari di preadesione per la regione dei Balcani. Il progetto vede il coinvolgimento di molte istituzioni italiane, quali le Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto, Marche, Toscana, Provincia Autonoma di Trento, assistiti da 14 partner tecnici come ANCI, ERVET, CeSPI, ALDA, UCODEP, insieme ad enti locali dell'Area del Sud Est Europeo (46 autorità di 6 Paesi diversi: Albania, Bosnia Erzegovina, Croazia, Macedonia, Montenegro, Serbia). Della Bosnia-Erzegovina sono coinvolti i Cantoni di Sarajevo, Tuzla, Zenica-Doboj, cantone Erzegovina-Neretva, le città di Mostar e Sarajevo, il comune di Livno, Trebinje, Nevesinje, Sanski Most, Prijedor, Tuzla, Trebinje, Zavidovici, Hadzici, Pale, Travnik, Tarnovo, la Republica Srpska e la Federazione di Bosnia ed Erzegovina, Zenica e la Città Vecchia di Sarajevo.

La diplomazia britannica sembra essere sempre più propensa ad una nomina di un inviato europeo che monitori l'integrazione e segui contemporaneamente gli interessi economici inglesi nei Balcani. Sbuca così il nome di Paddy Ashdown, un liberal democratico già conosciuto nella politica dei Balcani come Alto Rappresentante per la BIH, e proposto anche dai circoli diplomatici di Brussels. Ma sono davvero tutti sono d'accordo sul principio in sé o il problema è solo il nome? Come noto, il vertice UE-Balcani di Sarajevo ha concluso che "non è necessario nominare un inviato speciale per i Balcani", quindi tale ipotesi è stata pubblicamente esclusa apriori. Differenti erano invece le impressioni precedenti al vertice stesso, che davano per certa la nomina di un rappresentante diplomatico europeo per tutti i Balcani, dovendo scegliere tra Miroslav Lajcak e Paddy Ashdown.

Grandi aspettative per il summit di Sarajevo del vertice UE-Balcani Occidentali, ma soprattutto nei piccoli passi in avanti che dovrebbe far compiere all'integrazione della Regione. Progressi caricati ormai da grandi significati, in quanto “piccoli passi per l’uomo ma grandi per l’umanità”, come si è sentito dire dai vari commenti dei rappresentanti internazionali attesi domani a Sarajevo. Tutti aspettano questo evento tanto atteso, pur sapendo che le grande aspettative degli alti rappresentanti si tradurranno solo in una mera dimostrazione della “buona volontà” europea del “consolidamento dei ranghi” nella stessa Comunità internazionale, a volerla dire con un linguaggio militare.

La Commissione europea ha adottato oggi la proposta per consentire ai cittadini di Albania e Bosnia-Erzegovina di entrare nei paesi della zona Schengen dotati di un passaporto biometrico, senza l'obbligo del visto. L'area Schengen di riferimento comprende, come noto, i paesi della UE (con l'eccezione di Gran Bretagna e Irlanda, che non rientrano nella politica comune dei visti) e i paesi partner dello spazio Schengen (Svizzera, Norvegia e Islanda). Come precisato dalla nota oggi diramata dalla sede di Bruxelles, la proposta è condizionata al rispetto di ancora tre requisiti da parte dei due Paesi, ancora non soddisfatti.